Esistono tante normalità e nessuna.

Tra normalità e devianza c’è la trasgressione.





























Come per tutti gli altri aspetti del comportamento umano, anche per la sessualità è difficile e presuntuoso cercare di definirne gli ambiti di normalità. Il concetto di comportamento sessuale normale si riferisce sia ad una dimensione di frequenza statistica (diventa normale ciò che è comune), che ad una dimensione biologica, culturale, di accettabilità morale o sociale. Il concetto di normalità è influenzato da fattori culturali, religiosi e morali, codificati dalla società e dal tempo in cui viviamo.

Ad esempio, in alcuni stati nordamericani il sesso orale è considerato un reato; l’appartenenza alla comunità dei sacerdoti cattolici prevede la rinuncia alla sessualità; in alcune culture è vietata l’omosessualità; e ancora, in Italia, fino a qualche tempo fa, il codice penale puniva il travestitismo, ed era una convinzione comune, ma errata, che la masturbazione dovesse essere evitata perché causa di indebolimento della mente e in quanto decisamente immorale.

Senza pretendere di classificare normalità e devianza del comportamento sessuale, possiamo ragionevolmente intendere per normale: qualsiasi atto sessuale compiuto tra persone adulte, consenzienti e consapevoli. Di seguito sono descritte le pratiche sessuali per lo più note e comuni.

Parliamo di comportamento deviante o disturbato quando:
  • per ottenere l’eccitamento sessuale sono necessari atti o fantasie insoliti che, in misura variabile, possono interferire con atti sessuali reciproci e affettuosi (Parafilie, come di seguito descritte);
  • c’è inibizione del comportamento sessuale o modificazione del ciclo di risposta sessuale (Disfunzioni Sessuali, come di seguito descritte);
  • l’individuo prova un senso di estraneità nei confronti del proprio genere sessuale anatomico, non si riconosce come uomo o donna, ma come appartenente al sesso anatomico opposto (Transessualismo, vedi di seguito) fino a desiderare di cambiare chirurgicamente sesso.
La violenza carnale e la pedofilia sono comportamenti sessuali esaminati a parte (vedi Abuso sessuale) come abusi violenti, più legati all’idea di forza, sopraffazione e violenza contro la persona, che all’idea di piacere sessuale.