
| | Saliva, lacrime, urina, strette di mano, abbracci e altre situazioni di vita quotidiana NON PRESENTANO RISCHI DI CONTAGIO.
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La sigla AIDS è costituita dalle iniziali di Aquired Immuno Deficiency Syndrome che significa sindrome da immunodeficienza acquisita. Essa è causata da un virus chiamato HIV (Human Immunodeficiency Virus) ed è una malattia contagiosa.
Il primo caso è stato segnalato negli Stati Uniti nel 1981. In Italia è stato segnalato nel 1984. Da allora le persone infettate da questo virus sono in crescente aumento.
Vie di contagio
Come tutti i virus l’HIV ha bisogno di una cellula ospite e delle sue strutture per potersi replicare.
Esso si trasmette da un individuo infetto (sia esso ancora nella fase asintomatica che in AIDS conclamato) ad un individuo sano attraverso:
- il sangue e/o
- le secrezioni genitali (sperma e secreto vaginale)
Il virus è stato trovato anche in altri liquidi biologici come le urine, le lacrime e la saliva, ma non ci sono prove che essi rappresentino un rischio importante di contagio.
Esaminiamo più in dettaglio le vie di trasmissione:
- per via ematica (cioè attraverso il sangue) avviene con:
- Trasfusioni di sangue o derivati; attualmente il rischio trasfusionale è decisamente basso dal momento che vi sono modalità di raccolta e di screening che rendono sicure le trasfusioni;
- Scambio di siringhe o aghi tra tossicodipendenti, pratica ancora molto diffusa tra loro;da ricordare che, oltre all’HIV, attraverso il sangue possono essere facilmente trasmessi anche altri virus come i virus dell’epatite B, C, e delta e si possono determinare altre gravi malattie infettive come l’endocardite batterica;
- Contaminazione accidentale mediante puntura di siringhe o altri taglienti, schizzi di sangue, ecc, legati principalmente a situazioni professionali (medici e sanitari). Prendere il virus in questo modo è estremamente raro; se, però, il contatto del sangue infetto avviene con le mucose o con la cute non integra o con ferite, la possibilità di contagio diviene più alta.
- La trasmissione sessuale è, oggi, la via più importante di trasmissione dell’HIV. Sono implicati in misura maggiore o minore tutti i tipi di pratiche e di rapporti sessuali sia omo che eterosessuali. L’elevato numero di partner, la presenza di partner occasionali, il numero e il tipo di rapporti sessuali, la presenza o meno di altre malattie infiammatorie o ulcerative dei genitali ed il mancato utilizzo del profilattico sono poi fattori di rischio maggiori. In generale, il rischio è tanto maggiore quanto più elevato è il numero di partner sessuali; è noto inoltre che il rapporto anale passivo non protetto è la condizione a rischio più alto.
E' nota anche la trasmissione verticale avviene tra la madre, il feto o il neonato; è essenzialmente legata a contatti con il sangue e può verificarsi durante la gravidanza, il parto o anche durante l’allattamento. Il rischio di trasmissione madre–figlio è di circa il 20%. Occorre qui ricordare che tutti i bambini nati da madre sieropositiva sono sieropositivi alla nascita, cioè hanno anticorpi contro l’HIV. Questo fatto, nella maggior parte dei casi, è legato ad un passaggio passivo di anticorpi dalla madre, senza passaggio di virus. Questi bambini perderanno gli anticorpi nel corso del primo anno di vita e diventeranno sieronegativi. Al contrario, nel 20% dei casi, oltre agli anticorpi viene trasmesso anche il virus e perciò questi neonati sono infetti, non diventeranno sieronegativi perché sono essi stessi a produrre anticorpi.
La maggior parte delle situazioni di vita quotidiana non presenta rischi di contagio.
Riassumendo:
- la saliva, le lacrime e le urine non risultano contagiose;
- strette di mano e abbracci con persone infette non sono vie di contagio;
- le piscine, le saune, i bagni pubblici, le docce non sono posti a rischio;
- le stoviglie e i pasti, la biancheria da letto e altri oggetti sono assolutamente innocui;
- cure ambulatoriali da medici o da dentisti non sono a rischio in quanto i comuni mezzi di sterilizzazione uccidono il virus;
- gli animali e le punture di insetti non sono vie di contagio.
NOTA BENE: lo screening e la consultazione pre e post-test possono essere eseguiti presso il Dipartimento di Prevenzione del Distretto ASL, presso gli ospedali ed ogni ambulatorio specialistico.
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